
I Sublind vengono dal Lussemburgo e, per chi bazzica la scena thrash più votata all’old school, non sono certo un nome nuovo. Attivi dal 2005, tagliano oggi il traguardo dei vent’anni di carriera. Metalmorphosis è la quarta release ufficiale di una discografia che per ora comprende due album e due EP. Non possono di certo essere definiti prolifici ma una cosa è certa: quello che fanno, lo fanno molto bene. Come si può evincere già dall’artwork, la band è dedita a tutti gli stilemi del thrash anni ’80 ma, facendo partire il disco in questione, ci si rende subito conto che la band è altrettanto devota allo speed. Thrash it! e Revolution Execution sono due mazzate che premono a fondo sul pedale dell’acceleratore mantenendo intatta la definizione dei riff, complice anche un’ottima produzione. I pezzi sono veloci, catchy, divertenti alla maniera di Overkill ed Exodus. Si raggiungono poi i limiti del metal estremo con la title track, mentre si gioca con accelerazioni, stacchi e chitarre armonizzate nella testamentosa Necromania.
Metalmorphosis è un ottimo prodotto cha sa coinvolgere, con dei suoni eccellenti e che mostra una band in gran forma. Quello che mi chiedo è il perché di pubblicare un EP con sei pezzi quando, con un paio di canzoni in più, potevamo avere un full lenght. Considerando anche che il precedente LP è del 2023. Più che altro perché, non penso di dire una boiata, tranne rari casi gli EP tendono a passare in secondo piano rispetto agli album e qui dentro di musica da non lasciare sullo sfondo di una discografia ce n’è. Immagino che la band abbia avuto le sue ragioni, e noi possiamo solo apprezzare comunque il risultato. Un consiglio, guardatevi il video di Metalmorphosis linkato qua sotto perché è BELLISSIMO.
[Lenny Verga]








