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Letture, ascolti & altro:
proposte & deliri sparsi
di Fabio R. Crespi
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Decimo Tagliapietra fa ritornare i morti: "Risorgemia" sembra essere una specie di malattia endemica di Portoalto, villaggio sperduto tra i monti altoatesini.
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Negli anni '50 i morti risorgono in una frazione montana sperduta tra i boschi altoatesini. In quei tempi non erano ancora usciti i capolavori di Romero, per cui i pochi vivi devono capire da soli come mettere fuori combattimento i ritornanti. Ma la stessa cosa già capitò all'inizio del secolo, c'è un diario a testimoniarlo, e, un secolo dopo, la chiesa incarica una sorta di investigatore dell'occulto di fare luce sui fatti.

"Risorgemia" (2021; Delos Digital, 2021) di Decimo Tagliapietra riesce a intrappolarci sui monti per fare il tifo per i pochi sopravvissuti, che vorrebbero sopravvivere per certo. E inserisce un classico dell'horror in un contesto più ampio, in un confronto tra uomo e natura, o tra diversi modi di intendere la vita. E la morte.

https://delos.digital/9788825416602/risorgemia
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David Koepp ci fa sapere che non basta mettere in vitro "Sotto zero" un fungo che non è capace di stare fermo.
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Tra fantascienza e horror, "Sotto zero" ("Cold Storage", 2019; HarperCollins, 2022; trad. di Anna Ricci) di David Koepp è soprattutto una storia d'azione frenetica, una lotta mortale contro un fungo invasivo capace di sfruttare quasi qualsiasi sostanza per espandersi e progredire.

La storia ha origini negli anni 80: il primo incontro col fungo ha visto gli esseri umani trionfare e portare un piccolo campione congelato in vitro in una struttura governativa interrata. Ma il fungo è più tosto di quanto si possa immaginare e il governo tende a svendere le proprie strutture segrete. Così, anni dopo, saranno due impiegati della ditta di stoccaggio che sorge sopra la ex struttura governativa a dover far fronte alla minaccia, guidati da qualcuno che già aveva avuto a che farci.
Niente di davvero sorprendente o impegnativo, ma una scrittura ben ritmata e condita con una giusta dose di ironia rende decisamente piacevole la lettura, anche sia "solo" una storia di pura evasione.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/sotto-zero
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"Il segno dei due mondi" di Keith Laumer ci porta brillantemente da Stonehenge a un mondo distante.
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Keith Laumer ci propone una fantascienza brillante, magari un po' ingenua: "Il segno dei due mondi" ("A Trace of Memory", 1962; Urania Mondadori, 2022; trad. di Fabio Feminò) va letto tenendo conto degli oltre sessant'anni che, nel frattempo, sono trascorsi e riesce ancora a stuzzicare il nostro sense of wonder.

A partire da un'improbabile ricerca delle proprie origini (o delle proprie memorie per stare al titolo originale) in cui un naufrago alieno coinvolge un pragmatico terrestre dall'improbabile nome di Legione, da Stonehenge si arriva ai due mondi. Quella che sulla Terra sembrava una storia un po' squinternata si trasforma in un'avventura su un mondo distante, in cui la civiltà è regredita a sistema feudale.

Decisamente sf d'altri tempi: se già ci hai avuto a che fare, è come ritrovare gli amici di un tempo; se sei nuovo alle vecchie storie, potresti perfino prenderci gusto.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/il-segno-dei-due-mondi-urania
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"Linfa nera" di Elisa Bertini porta una botanica forense in un paesino della Romagna, dove, da indagatrice, diventa preda.
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Elisa Bertini costruisce un mystery che presto assume i toni del thriller in una ambientazione che sfiora le atmosfere del folk horror. Ma "Linfa nera" (2025; SEM Feltrinelli, 2025) non sconfina in territori oltremondani e rimane decisamente nell'ambito del mondo "reale", che a volte riesce ad essere comunque parecchio inquietante.

La protagonista è una botanica forense e si intende di tutte quelle cose verdi a cui io faccio fatica a dare un nome, figuriamoci quando poi scivolano nel microscopico e aiutano a tracciare un omicidio. Lena è rossa, come la vittima, percorsa da malesseri, dalla "linfa nera" che la tiene a distanza dal resto del mondo. Ma sia la sua somiglianza con la vittima, che la sua capacità di farsi apprezzare attraverso il proprio lavoro, provocano crepe nelle sue abitudini e Lena si ritrova ad essere al centro delle attenzioni dell'assassino, in un minuscolo paese isolato della Romagna dove boschi e antichi rituali conservano le memorie di un passato in parte celebrato e in parte quasi dimenticato.

"La prima indagine di Lena Malinverni, botanica forense" c'è scritto in copertina, sotto il titolo: direi non ci faremo mancare sicuramente l'eventuale seconda indagine, confidando nel fatto che i finali ammiccamenti al romance rimangano solo tali.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/linfa-nera
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Darcy Coates rivisita il tema della casa infestata: "I fantasmi di Ashburn House" attendono di conoscere la nuova inquilina.
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Parte lentamente "I fantasmi di Ashburn House" ("The Haunting of Ashburn House" , 2016; Fanucci, 2023; trad. di Jzreel Cassata) di Darcy Coates e all'inizio non si capisce molto bene che strada voglia prendere: una ventenne squattrinata eredita la classica "casa infestata" in un microscopico paesello australiano dove, naturalmente, tutti sono curiosi di conoscere la nuova inquilina e di sapere quanto resisterà nella casa che fu sede di una sanguinosa strage di famiglia. La nostra giovane viene perfino accolta da alcune sue coetanee, curiose e timorose di mettere piede ad Ashburn House: sembrerebbe una storiella leggera ma quasi immediatamente si presentano dei segnali che sembrano dei veri e propri campanelii d'allarme: specchi assenti, scritte incise nel legno per tutta la casa, uno strano incidente, un inspiegabile frastuono al tramonto capace di provocare terrore. E, magari, questi segnali andrebbero proprio presi sul serio perchè, effettivamente, l'orrore è già pronto ad assediare la casa cercando un varco per poterci entrare.

Una rivisitazione di un tema classico, con caratteristiche originali e il terrore in crescendo, racchiuso tra parentesi di apparente normalità.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/i-fantasmi-di-ashburn-house
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L'alieno "In forme" di Dolki Min ha problemi col proprio corpo e ha fame di esseri umani.
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Dolki Min è lo pseudonimo di un artista coreano che, con "In forme" ("보행 연습" -Walking Practice-, 2022; Add Editore, 2025; trad. di Lia Iovenitti), nel 2024 ha ricevuto l'Otherwise Award (vinto in precedenza anche dalla LeGuin), premio per il fantastico che si occupa di "genere" (astenersi da commenti gli strillatori di "woke!", per favore).

Queste sono le vicende di un alieno naufrago sulla Terra perché la sua astronave è rimasta a secco di carburante. Deve quindi adattarsi a campare come meglio può e la sua capacità di cambiare forma può essergli d'aiuto. Ma, ancora prima del carburante, il nostro alieno ha bisogno di cibo e, dopo qualche anno di tentativi, ha scoperto che la carne umana è la cosa migliore che potesse capitargli. Così, tramite app di incontri, riesce a fare almeno il pieno allo stomaco.

Ai limiti del body horror, la narrazione, in verità, è più focalizzata sulla forma del corpo che può assumere l'alieno: la propria, uomo o donna, secondo le occasioni. E in base a quello la necessità di adottare forme comportamentali adeguate al corpo in cui si sta mimetizzando. Alla fine, quello che si prospetta è la scomodità di doversi adattare a un corpo specifico, che si scopre avere esigenze diverse da quelle della mente che lo governa: scomodo sicuramente per un alieno e, talvolta, altrettanto scomodo per gli esseri umani.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/in-forme/
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Stefano Castelvetri ci manda a zonzo tra le stelle insieme a una creatura "Terrestre, non umana" e ai suoi strani colleghi di lavoro.
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È sempre buona norma tenere d'occhio le tanto vituperate autoproduzioni, perché c'è sempre la possibilità di inciampare in qualcosa di buono. Nel caso della fantascienza io sono piuttosto diffidente, ma Stefano Castelvetri, con "Terrestre, non umana" (2024, autoproduzione), riesce decisamente a fare centro.

La nostra protagonista, Skarer, non è umana, è un virus senziente che non ama diffondersi, perché essere in più soggetti la mette a disagio. Viaggia tra le stelle su una astronave in compagnia di altri mercenari (non è la Bebop, è la Soorioday) non umani, naturali o sintetici, al soldo della Mente Cosmica, un'organizzazione affaristica (o criminale, i concetti a volte sono piuttosto sfumati, e non solo nella sf).

I primi capitoli nascono come racconti a tema ma, in seguito, acquisicono coerenza e si incanalano in una storia d'azione in cui non mancano esseri pittoreschi, relazioni complicate tra razze e mondi diversi, scienza, tecnologia (in particolare il lato IT è perfino plausibile, cosa rara - forse non compreso il "ripristinare parti infinitesimali e connaturalmente inestricabili in stati e configurazioni che sono, sono state o saranno", ma suona piacevolmente "eganiano"), ironia, una buona colonna sonora e doverosi omaggi al genere. Insomma, quanto basta per esserne più che soddisfatti.

Da apprezzare anche che l'autore non distribuisca i propri lavori sull'unica, solita piattaforma: di seguito la pagina dedicata al romanzo sul suo sito (Bluebabbler), dove trovate anche gli altri suoi libri e curiosità varie.
https://bluebabbler.it/book/Terrestre_non_umana
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La "Febbre" di Ling Ma porta all'umanità un'apocalisse lenta.
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È un'apocalisse lenta, quella di "Febbre" ("Severance", 2018; Codice Edizioni, 2019; trad. di Anna Mioni) di Ling Ma: una pandemia dovuta a una infezione micotica, scoppiata in Cina e diffusasi velocemente in tutto il mondo. Nessun vaccino (perché non virale), nessuna cura: solo gente che, a un certo punto, va in loop a ripetere gesti abituali fino allo sfinimento.

La febbre di Shen pare non dare scampo ma qualche sopravvissuto c'è: questa è la storia di Candace Chen, prima e dopo che l'insorgere della Febbre cancelli la civiltà. Prima da immigrata cinese, perfettamente integrata a New York, poi da ultima arrivata in un gruppo che si muove per gli States per arrivare a una fantomatica Struttura. Vita normale, anche troppo, contro vita da predatore senza avversari: i malati non sono zombi o vampiri, niente a cui si sarebbe potuto eventualmente far fronte grazie alle dritte della letteratura fantastica, sono solo esseri che si consumano, bersagli per i predatori.

Un romanzo lento e straniante, un viaggio che non ha una destinazione.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/febbre-5/
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Due linee temporali in "Rotta di collisione" offrono a Barrington J. Bayley lo spunto per provare a raddrizzare un paio di distopie.
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Barrington J. Bayley è uno degli autori di punta della new wave britannica, nonostante sia meno noto di molti altri. "Rotta di collisione" ("Collision Course", 1973; Urania Mondadori, 2022; trad. di Gianpaolo Cossato e Sandro Sandrelli) è un romanzo decisamente denso che unisce in modo originale temi come la distopia e i viaggi nel tempo.

Di distopie ne abbiamo addirittura due: una razzista e genocida sulla Terra e una profondamente classista su una città alambicco nelle profondità dello spazio, dove sanno manipolare il tempo. Ed è proprio il concetto di tempo ad essere originale: lo si deve vedere come un fenomeno locale, un'onda di "presente" che si può muovere in direzioni differenti. E dove non c'è il tempo non c'è vita, solo polvere e decadenza.

Il problema che devono affrontare sulla Terra (un trentina di millenni dopo di noi) è che un'onda temporale, un altro presente, viaggia in direzione esattamente contraria a quella della civiltà umana e la collisione sarà letale per il pianeta intero. Il confronto tra gli ultrarazzisti terrestri e i lemuri del futuro, mediato dai "devianti" della colonia spaziale, avrà l'esito che tutti possiamo immaginare. Se non si può fare affidamento su politici e rivoluzionari, esistono però gli scienziati, individualisti e testardi, che possono magari mettersi in contatto con entità estranee, che vivono in onde oblique nel tempo e che sono in grado di offrire qualche soluzione.

https://www.kobo.com/it/it/ebook/rotta-di-collisione-urania/
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"La mia più oscura preghiera", un noir nella provincia americana, quella dove espongono ancora bandiere confederate, di S.A. Cosby.
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S.A. Cosby, nell'introduzione al suo primo lavoro di un numero consistente di pagine, mette un po' le mani avanti su quanto possa essere acerbo un esordio. E, in effetti, "La mia più oscura preghiera" ("My darkest prayer", 2022; Rizzoli, 2025; trad. di Giuseppe Manuel Brescia) suona a volte un po' forzato, soprattutto nei dialoghi, e, a volte, si ha un'impressione di qualcosa di già visto (o letto).
E' un noir ambientato in uno stato del sud, con protagonista un nero (in realtà un meticcio) in una piccola cittadina dove tutti sanno che il problema razziale è stato superato e tutti sanno che non è affatto vero: abbiamo grossi nomi che hanno scritto storie del genere e non deve essere facile provare a farsi strada in territori simili.

Come tipico del noir, da quelle parti tutti hanno la rogna, compreso il nostro protagonista, marine in congedo, ex poliziotto, dipendente di un'agenzia di pompe funebri. Così quando il losco predicatore locale viene trovato morto, qualcuno lo incarica di verificare perché la polizia sia così poco efficiente nel fare le indagini. Naturalmente mescolare nel torbido non ha mai portato del bene a nessuno: si rischia di far emergere trascorsi da dimenticare, propri e altrui.
In ogni caso, la storia macina sangue e scorre bene: l'autore, quindi, si guadagna bene il diritto di essere tenuto d'occhio.
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https://www.kobo.com/it/it/ebook/la-mia-piu-oscura-preghiera
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