CARL MARX
VITA
Carl Marx è stato uno dei grandi protagonisti dell’800 e 900, poiché il suo pensiero ha condizionato
l’ideologia di più generazioni.
Nel 1818 a Treviri in Renania (Prussiana) nasce Carl Marx, il padre è un ricco avvocato ebreo e Carl è il terzo
di 9 figli; sin da giovane mostra una propensione per la filosofia e per il ragionamento, oltre che una
passione per la letteratura, anche se il padre lo instrada gli studi giuridici. Rimane colpito da Hegel e inizia a
iscriversi nei circoli di intellettuali, poeti ed artisti, viene anche arrestato diverse volte per schiamazzi
notturni e ubriacatura. Si laurea con una tesi di filosofia antica che pone a confronto la fisica di Democrito
con la fisica di Epicuro. In questi anni inizia a collaborare con la gazzetta renana, conosce la figlia di un ricco
aristocratico e la sposa; la chiama “principessa dei miei sogni” perché lei è l’amore della sua vita. Dopo
molte collaborazioni con i giornali, Marx viene incaricato della stesura del manifesto del partito
comunista, e per le sue idee viene esiliato. Va a Parigi, Bruxelles , poi a Londra, dove scrive per i giornali
inglesi. E’ un ribelle, rivoluzionario, alternativo, litigioso e con difficoltà di relazione, spesso squattrinato.
Non tollera il perbenismo della società, e alla morte di Hegel si unisce ai progressisti, prendendo le distanze
dagli hegeliani di destra con l’opera “la sacra famiglia”, scritto irriverente e accusato di blasfemia. Rimane
affascinato da Feuerbach, anche se poi si distaccherà da lui scrivendo una tesi sullo stesso. Gli è
fondamentale l’incontro con Engels, un giovane intellettuale benestante, imprenditore che cerca di
rispettare le regole della suddivisione del lavoro e del rispetto dei lavoratori alla luce dell’ideologia di
sinistra. Engels aiuterà marx nei momenti di maggiore difficoltà economica. Si tende a dire che Marx è un
rivoluzionario esagitato che non disegnava alcol e donne; in realtà è un uomo di grande cultura, che
conosce molto bene anche la cultura classica, è un’anima in preda alla ricerca, un filosofo a 360 gradi.
PENSIERO: PREMESSE
In primis bisogna operare una distinzione tra marxismo e marxianesimo
-Marxismo: interpretazione del pensiero e del verbo di marx, taluni avendo letto marx si ispirano alla sua
ideologia e realizzano un pensiero originale.
-Marxianesimo: quando parliamo di pensiero marxiano ci riferiamo a ciò che Marx ha detto.
Il suo pensiero è estremamente alternativo , poiché Marx è vicino agli operai e frequenta gli intellettuali di
sinistra; è proprio per la sua ispirazione socialista che viene scelto per scrivere il manifesto del partito
comunista. Successivamente, a causa della sua ideologia rivoluzionaria, viene carcerato.
Anche se scrive molte opere, le più importanti sono certamente il Manifesto e il Capitale. Il Capitale è
un’opera di carattere economico, di cui inizialmente viene pubblicato solo il primo volume, gli altri 2
verranno pubblicati postumi a spese di Engels, e poi l’intera opera verrà pubblicata negli anni a venire da
Kowski. Incipit del Manifesto è “C’è uno spettro che si aggira per l’Europa, è lo spettro del comunismo”.
L’idea che Marx da nell’incipit dell’opera è che a prescindere dalla volontà dei conservatori, l’ideologia
comunista aleggia sull’Europa. La pubblicistica afferma cose come “i comunisti mangiano i bambini” o “i
comunisti sono figli del diavolo e il rosso è colore delle fiamme dell’inferno”, ma in realtà questi sono
considerati così pericolosi perché parlano di abolizione delle differenze sociali. C’è un grosso tabù nei
confronti dell’ideologia socialista e di conseguenza nei confronti del comunismo, perché in Europa esiste
una classe ricca e aristocratica legata a quell’organizzazione fondiaria basata sul privilegio (i nobili sono
nobili e i poveri sono poveri); di conseguenza si ha paura di chi sostiene che bisogna sequestrare tutte le
terre e abolire la proprietà privata (Marx definisce la proprietà “un furto”); i comunisti disturbano le
sicurezze delle classi più benestanti.
RELIGIONE
Una delle cause dell’impopolarità di Marx è la sua concezione della religione, che defininisce “oppio dei
poveri”. E’ un’affermazione scandalosa, perché afferma che la religione sia simile a una droga che stordisce
la gente, e Marx supporta la sua idea con i fatti, prendendo a dimostrazione tutti i momenti storici in cui la
Chiesa ha manipolato le menti delle masse. Non ha importanza che sia cattolicesimo, ebraismo,
luteranesimo o altre religioni: tutte le religioni tendono a svilire la natura umana, facendo desiderare la
morte all’uomo per una miglior vita nell’aldilà. In questo modo Marx diventa inviso non più solo alle classi
benestanti, ma anche alla Chiesa, che vede nei comunisti l’anticristo e la fine di ogni forma di religione.
MATERIALISMO STORICO DIALETTICO
Mentre gli idealisti hanno sottolineato il primato dello spirito sulla ragione e dello spirito come fondamento
della realtà, i materialisti invece pongono al centro di tutto la materialità e la concretezza. Marx pensa che
la storia dell’umanità sia a sfondo economico e dialettico (segue il sistema di tesi antitesi e sintesi,
rappresentate da fattori reali quali le classi sociali in lotta fra loro): ritiene che ogni evento della storia
abbia origine nelle questioni economiche, perché Il motore della storia sono i beni materiali e la necessità
di sussistenza. Di fatto la vita degli uomini è caratterizzata da concretezza, materialità, perciò la storia non è
un processo spirituale, ma un processo materiale la cui centralità appartiene al lavoro, ed è andata avanti
grazie ai bisogni concreti dell’uomo.
Infatti l’impulso dei bisogni materiali ha fatto progredire l’uomo: questo ha imparato a cacciare, coltivare,
allevare, poi consociandosi ha creato villaggi, poi città, in cui la necessità di beni è esponenziale,così il
lavoro è stato suddiviso attraverso la specializzazione. In questo modo è nata la proprietà privata, che nella
società capitalista presa in esame da Marx, ha creato una serie di diseguaglianze abissali, le quali
porteranno inevitabilmente alla lotta di classe oppure all’implosione del capitalismo. Infatti Marx ritiene
che il capitalismo non potrà esistere per sempre, e che ci sarà un momento in cui imploderà; le sue teorie
hanno basi scientifiche, perché Marx è un economista che costruisce il suo pensiero su espressioni
matematiche e scientifiche.
Marx ed Engels distinguono le seguenti grandi formazioni economiche:
[Link]à primitiva; [Link]à asiatica; [Link]à antica; [Link]à feudale; 5. Società borghese; 6.
Futura società socialista.
Quindi per Marx la storia procede dal comunismo primitivo al comunismo futuro, con una fase intermedia
della società di classe che si basa sulla suddivisione del lavoro e sulla proprietà privata. Ad ogni modo per
Marx è certo che il comunismo sia la meta inevitabile della dialettica storica. Ritieneinfatti che la fine del
capitalismo genererà un riassetto per cui il proletariato potrà proclamare la sua dittatura, generando il
comunismo di guerra, alla fine del quale ci sarà l’abolizione definitiva della proprietà privata e la
ridistribuzione definitiva di tutti i beni, in modo che tutti possano avere gli stessi privilegi e uguale dignità.
Marx è consapevole della componente utopica della sua concezione, ma ciò non lo distoglie dalla sua
intenzione di cambiare il mondo attraverso la rivoluzione. Per lo sviluppo di questo pensiero gli risulta
illuminante Hegel con la dialettica servo-padrone e l’approccio alla storia come dialettica, con
un’evoluzione di tesi, antitesi e sintesi; ma successivamente rimane deluso perché Hegel propone una
storia in cui finito e infinito coincidono, mentre Marx vive la realtà concreta dei lavoratori, e non accetta
l’astrattezza di Hegel. Scrive perciò che Hegel ha indicato la via nella dialettica sevo padrone, ma non ha
parlato della difficoltà del processo di emancipazione del servo.
STRUTTURA E SOVRASTRUTTURA
Per Marx, la storia dell’umanità è caratterizzata dal sostrato che è la struttura (le condizioni che hanno reso
possibile l’evoluzione dell’uomo, la civiltà, l’interiorizzazione della norma, ma soprattutto il modo di
produzione), e dalla sovrastruttura (il background culturale ). In ciò il lavoro ha un ruolo centrale, poiché
nel corso dei secoli l’uomo si è evoluto e si è reso autonomo grazie ad esso.
Livelli della struttura:
[Link] produttive; operai, mezzi di produzione e conoscenze tecnico-scientifiche
[Link] di produzione; i rapporti che regolano il possesso e l’impiego dei mezzi di produzione, ovvero i
rapporti di proprietà
[Link] di produzione; costituito dalle forze produttive e dai rapporti di produzione, costituisce a sua volta
lo scheletro economico della società.
Per far comprendere meglio questo concetto, Marx paragona la storia dell’uomo al Partenone, che per
l’appunto si poggia sul basamento.
Quindi la struttura ha una sua autonomia condiziona la sovrastruttura, mentre la sovrastruttura dipende
dalla struttura e senza di essa non potrebbe esistere.
ALIENAZIONE DEL LAVORATORE
Anche Feuerbach gli è di ispirazione sul concetto di alienazione: se per Feuerbach l’alienazione è religiosa,
per Marx, invece, l’alienazione avviene nel mondo del lavoro. Infatti Marx vive tra la prima rivoluzione
industriale e l’inizio della seconda. Quindi vive in un contesto socioculturale in cui le fabbriche sfruttano in
maniera disumana i lavoratori, a cui è negato il diritto allo sciopero e una regolamentazione dell’orario di
lavoro (che va dalle 12 alle 14 ore giornaliere), non esistono diritti, e in questa condizione, per Marx, l’uomo
perde tutto, perché rimane uomo solo nella sua bestialità: oltre a lavorare, non fa che mangiare, dormire,
andare di corpo e fare figli, vive una totale alienazione.
Per comprendere meglio: un contadino del basso medioevo che con difficoltà riesce a produrre una certa
quantità di lana e va alla fiera per venderla. Con quello che ottiene acquista del cuoio e fa dei sandali, e gli
vengono talmente bene che decide di farne diversi per venderli al mercato, dove comprerà le sementi per il
campo da coltivare l’anno seguente. Nell’attività del contadino risiede tutta la creatività dell’uomo: la
progettazione, l’attesa, la sperimentazione, la soddisfazione. A questo punto Marx paragona il contadino
all’operaio delle fabbriche inglesi. L’operaio vive in un quartiere sporco e desolato della città. Si reca a
lavoro all’alba e finisce non prima del tramonto. Potrebbe fare molto altro durante la giornata, e invece si
ritrova a compiere un lavoro in cui non vi è assolutamente nulla di creativo. Cosa ha prodotto quest’uomo?
Ha prodotto un lavoro, che può diventare plus lavoro, ma poiché il suo salario rimarrà sempre lo stesso,
l’unico a guadagnarci è l’imprenditore, e l’operaio ottiene solo un misero compenso che basta appena a
sfamare i suoi figli; infatti la classe degli operai è chiamata da Marx “proletaria”, in quanto possiede
unicamente la prole. Perciò qual è la causa della perdita di libertà dell’uomo? La proprietà privata. Nel
momento in cui l’imprenditore è padrone dei mezzi di produzione, è padrone anche dell’operaio. Nel
momento in cui l’imprenditore schiavizza l’operaio, gli sottrae la sua umanità. L’alienazione è oggetto
dell’economia politica. Ovviamente un’idea del genere in un contesto come quello della rivoluzione
industriale desta scandalo e genera proteste, perché non esiste l’idea di un welfare state, di una
provvidenza sociale. Il grande programma di Marx è di una rivoluzione operata dai lavoratori di tutto il
mondo uniti: non è giusto che ci sia chi ha tanto e chi non ha nulla.
OPERAIO COME MERCE E CARATTERISTICHE DEL MERCATO ECONOMICO
Nel suo Capitale, Marx spiega come la caratteristica fondamentale del mercato economico sia la
produzione di merce, che può essere fisica o umana. Ma nel capitalismo, l’operaio diventa merce tra le
merci. Per comprendere come questo avvenga, bisogna intanto tracciare la differenza tra la società pre-
capitalista e capitalista:
-Nella società pre-capitalista un uomo vende del grano, ottiene del denaro e compra del cuoio (Merce-
denaro- merce)
-Nella società capitalista un imprenditore investe del denaro per produrre merce, la quale una volta
venduta serve ad ottenere altro denaro (denaro-merce-denaro), e un imprenditore nella società
capitalistica deve avere un guadagno, altrimenti il suo lavoro non avrebbe senso: quindi nel capitalismo
tutto muove dal denaro.
Ora, Il mercato del lavoro è regolato dalla legge della domanda e dell’offerta: più è alta la disoccupazione,
più si abbassa il costo del lavoro. L’uomo è una merce in quanto offre se stesso con la sua manodopera
per la realizzazione di qualcosa, e in particolare nella società presa in esame da Marx molti proprietari di
industria assumono lavoratori tra le masse di poveri perché potranno pagargli un salario insignificante.
Marx descrive altre caratteristiche del mercato economico:
La merce ha un suo valore oggettivo, E Marx distingue in essa il valore d’uso e il valore di scambio:
-Valore d’uso: la qualità specifica grazie alla quale si soddisfa un bisogno umano; è legato all’uso che si fa
di questa merce (i ghiaccioli non avrebbero molto valore al polo nord)
-Valore di scambio: quanto costa una determinata merce, a quanto si vende
Nell’industria si identifica il capitale costante e il capitale variabile
-Il capitale costante è la spesa per i materiali e la manodopera, che si può prevedere
-Il capitale variabile è legato a diversi fattori, ad esempio ai salari e alle oscillazioni del mercato.
ECONOMIA POLITICA
M-D-M ciclo economico della società pre-capitalista
D-M-D ciclo economico della società capitalista D-M-D1
D1=plus valore, che consente all’imprenditore di non vanificare il suo investimento, quindi di ottenere un
profitto. Il plus valore è generato dal plus lavoro prodotto inconsapevolmente dal lavoratore.
Plus lavoro Plus valore profitto
CADUTA TENDENZIALE DEL SAGGIO DEL PROFITTO
Il saggio del profitto è dato dal rapporto tra plus valore e capitale costante + capitale variabile
S=pv/c+v
S=saggio del profitto
Pv=plus valore
C= capitale costante v=capitale variabile
Marx credeva che a un certo punto il mercato economico si sarebbe saturato e il capitalismo sarebbe
imploso. Con la saturazione del mercato aumenta il capitale costante, quindi la caduta tendenziale del
saggio del profitto è dovuta alla crescita esponenziale di C, perché se aumentano le spese, ma non ho
entrate, finirò per fallire. Tuttavia Marx non aveva considerato alcune variabili, come lo spostamento sui
mercati esteri o la riduzione della durata vitale dei beni.