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Marx

Filosofia con i punti principali a partire dalla critica a hegel
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Critica a Hegell

Marx da precedenza al pensiero dell’esistenza


Hegel spiega l’intero sviluppo della storia come manifestazione di una razionalità.
Marx critica Hegel nel fatto che per H le istituzioni erano preesistenti agli individui e questi ultimi
discendono da un soggetto astratto ossia lo Spirito.
Perciò M critica H perché non fa discendere gli individui dalla storia, dalle loro azioni concrete. La
famiglia, la società civile e lo Stato dovrebbero essere realizzazioni degli uomini concreti.
H inverte soggetto e predicato.

Per H dall’Idea si sviluppa la realtà, per M si deve sempre partire dal reale concreto e l’idea è la
traduzione in termini di pensiero.

Contributo di Hegel
1) Marx però concorda con H sul fatto che la realtà empirica ha un fondamento logico, ossia una
ragione di essere. Quindi in essa si può individuare una razionalità (il reale è razionale).
2) Marx riconosce a Hegel di aver sviluppato l’idea di dialettica come processo di trasformazione
basato su opposizioni (tesi, antitesi, sintesi). (Solo che per H riguarda il pensiero, l’Idea, per M
il concreto, lo sviluppo storico).

Critica a Feuerbach
Marx accetta il materialismo di Feuerbach ritenendo la natura umana come biologica, guidata da
istinti e desideri.
Allo stesso tempo gli critica di parlare dell’uomo come umanità in generale annullando la
prospettiva storica: ogni individuo viene determinato e plasmato dalla società in cui vive e dal
contesto storico in cui si trova. Perciò la formazione di ogni persona dipende da condizioni
particolari che cambiano con il tempo, insieme alla società.
Il materialismo di Feuerbach è statico e non storico e dialettico come nella dottrina di Marx e per
questo lo critica.

Marx sostiene che:


1) L’essenza umana non è astratta, ma nasce dall’interazione con l’ambiente naturale e sociale.
2) Anche la natura non è statica, ma è trasformata dall’azione umana concreta.
3) Questa trasformazione avviene tramite la prassi, ovvero l’attività pratica che cambia il mondo e
costruisce i rapporti sociali.

La prassi, ossia l’agir concreto: l’uomo cambia il mondo con il lavoro e l’azione, e in questo
processo cambia sé stesso. Ogni individuo, interagendo con gli altri, modifica la società e ne è a sua
volta plasmato. Così si crea una dimensione collettiva che Marx riconosce come l’origine di valori
condivisi, istituzioni e cultura, ciò che Hegel chiamava “Spirito”.

La filosofia, per Marx, non deve limitarsi a interpretare il mondo, ma deve intervenire per
cambiarlo. La conoscenza non è un fine teorico, ma pratico: le teorie sono vere solo se riescono a
trasformare concretamente la realtà. Questo approccio fa della filosofia di Marx non solo una
riflessione teorica, ma un programma politico che pone l’uomo al centro del cambiamento storico.

Lavoro e alienazione del sistema capitalistico


Marx considera il lavoro un elemento centrale nella definizione dell’essenza umana. Come detto
prima il lavoro sia il processo attraverso cui l’uomo trasforma il mondo naturale, oggettivando le
proprie idee e capacità. Attraverso il lavoro, l’individuo modifica la realtà esterna e, al contempo,
realizza se stesso, riconoscendosi nei prodotti della propria attività e nel contesto sociale della
produzione comune. L’uomo prende coscienza di sé.

Nel sistema capitalistico, tuttavia, il lavoro perde questa funzione fondamentale e diventa alienante.
Il prodotto del lavoro non appartiene al lavoratore, ma al capitalista. Inoltre, il lavoro si riduce a una
serie di gesti meccanici e ripetitivi, privando l’individuo della possibilità di realizzarsi e
impoverendone la personalità. Il lavoro dovrebbe essere attività vitale e creativa.
I lavoratori non progettano la propria attività, ma eseguono frammenti di un progetto complessivo
deciso da altri, senza comprenderne lo scopo o il significato. Questo processo di parcellizzazione
del lavoro isola gli individui e frammenta la società.

Proprietà privata: prodotto di dinamiche sociali che consolidano lo sfruttamento del lavoro altrui.

1) Alienazione come sottrazione del prodotto al lavoratore.


2) Alienazione come impoverimento della personalità individuale.
3) Alienazione sociale, che isola gli individui anziché creare un’identità collettiva.
4) Alienazione come subordinazione sociale, derivante dall’appropriazione del valore del lavoro
da parte dei capitalisti.

Per superare questa alienazione, Marx propone il superamento del capitalismo, un sistema che non è
solo economicamente ingiusto, ma profondamente disumanizzante. Il comunismo, secondo Marx,
rappresenta un’organizzazione sociale che restituisce all’uomo la possibilità di realizzarsi attraverso
un lavoro non alienante.

Materialismo storico
L'ideologia tedesca (1845), Marx ed Engels introducono il materialismo storico, che parte dagli
individui reali, dalle loro azioni e condizioni storiche, per spiegare l'evoluzione sociale. (Critica alla
sx storica)

Modo di produzione: è l'organizzazione attraverso cui una società produce i mezzi di sussistenza.
Comprende strumenti, tecnologie, divisione del lavoro e rapporti sociali legati alla produzione.
Ogni modo di produzione crea un sistema complesso di relazioni umane che strutturano la vita degli
individui e delle collettività.

Struttura e sovrastruttura: Marx identifica l'economia come la struttura (insieme dei modi di
produzione) fondamentale di ogni società, da cui dipendono tutti gli altri aspetti sociali, come
politica, diritto e cultura, definiti sovrastruttura. La struttura non è solo produzione materiale, ma
anche il sistema di rapporti sociali che organizza la vita collettiva.

La sovrastruttura, composta da ideologie, cultura, politica, religione e diritto, riflette e giustifica la


struttura, contribuendo al mantenimento del sistema economico esistente. Tuttavia, il rapporto tra
struttura e sovrastruttura è dialettico: sebbene la struttura determini la sovrastruttura, quest’ultima
può influenzare la struttura attraverso azioni sociali e cambiamenti concreti.
Lo sviluppo storico e la lotta di classe
Marx analizza lo sviluppo storico dell'Occidente attraverso i modi di produzione: da quello
schiavistico dell'antichità al feudale e poi al capitalistico. Ogni passaggio è segnato da una lotta di
classe, con la borghesia che ha giocato un ruolo rivoluzionario nel superare il feudalesimo e
instaurare il capitalismo. Tuttavia, il capitalismo è destinato a essere superato dal proletariato, che
guiderà la transizione verso il socialismo e, infine, il comunismo.

Nel Manifesto del partito comunista esprime tali considerazioni. Si tratta di un vero e proprio
programma politico.

Abbiamo detto che la storia è guidata dalla trasformazione dei mezzi di produzione, che determina
nuove classi sociali e conflitti. Con il capitalismo la divisione è in due classi: borghesia e
proletariato.

Il capitalismo è caratterizzato da crisi di sovrapproduzione, mercati saturi e distruzione di beni. Il


proletariato deve occuparsi della nuova trasformazione.

Marx ed Engels distinguono tra diverse forme di socialismo, apprezzando il socialismo utopistico
per i suoi ideali di giustizia sociale, ma criticandolo per la mancanza di un’analisi concreta.
Considerano queste teorie come fantasie prive di basi storiche e pratiche. La loro alternativa è
l’organizzazione della classe operaia, culminata nella fondazione della Prima Internazionale nel
1864.

“Il capitale”

Marx studia l'economia come il rapporto tra uomini e ambiente. Critica gli economisti classici come
Smith e Ricardo, accusandoli di considerare le categorie economiche come universali e atemporali.
Per Marx, queste categorie devono essere analizzate storicamente e nei loro contenuti sociali, in
relazione ai rapporti di potere.

Secondo Marx, ogni oggetto (bene o prodotto) ha due aspetti principali: valore d'uso e valore di
scambio. Questi concetti sono cruciali per comprendere come Marx analizza l'economia capitalista.

1. Valore d'uso:

◦ È la capacità di un bene di soddisfare un bisogno umano. Ogni bene ha un valore


d'uso che dipende dalle sue caratteristiche intrinseche e dalla sua utilità per le
persone.

2. Valore di scambio: (non appoggiato da Marx)

◦ Il valore di scambio è il valore che un bene acquista nel mercato in relazione ad


altri beni. Non riguarda l’utilità del bene, ma la quantità di altri beni o denaro che
può essere scambiata in cambio di esso.
◦ Il valore di scambio è determinato dal mercato e dalle condizioni economiche in un
dato momento, come la domanda, l'offerta, e le condizioni di produzione.
◦ L’unità di misura comune per scambiare e dare valore a oggetti è il tempo.
La produzione capitalistica non si basa tanto sul soddisfacimento diretto dei bisogni umani (valore
d'uso), ma piuttosto sull’accumulazione di denaro attraverso il commercio e il profitto (valore di
scambio).

Una delle critiche principali di Marx riguarda come il tempo di lavoro, come base del valore, venga
occultato nel sistema capitalistico. Il "fetishismo della merce" è il processo attraverso cui i beni
vengono visti come aventi valore in sé, separati dal lavoro umano che li ha prodotti. Il tempo di
lavoro, che in origine è la base del valore, viene oscurato dalla logica del mercato e del valore di
scambio, dando l'impressione che il valore derivi da caratteristiche intrinseche alla merce stessa.

Lavoro necessario e plusvalore:

• Marx distingue tra il lavoro necessario e il plusvalore.


◦ Lavoro necessario: è la quantità di lavoro che un lavoratore deve svolgere per
guadagnare il suo salario. In altre parole, è il lavoro che serve per coprire il suo
salario, cioè quello che guadagna per sopravvivere (ad esempio, per comprare cibo,
pagare l'affitto, etc.).
◦ Plusvalore: è il lavoro che il lavoratore svolge oltre il tempo necessario per
guadagnare il suo salario, e che viene appropriato dal capitalista come profitto. Il
plusvalore è la differenza tra il valore creato dal lavoratore e quanto di questo valore
viene effettivamente restituito al lavoratore sotto forma di salario. Il capitalista si
appropria di questa differenza come profitto.

Saggio di profitto?

X socialismo e comunismo vedi libro

In più:
Alla giustizia formale si contrappone la giustizia sostanziale.
Giustizia formale: uguaglianza giuridica che però non cambia le disuguaglianze economiche e
sociali.
Giustizia sostanziale: uguaglianza reale che può emergere solo attraverso il superamento delle
strutture economiche oppressive.

Per creare una società equa è necessario eliminare la divisione di classi e la collettivizzazione delle
risorse (in una società comunista chiamata anche democrazia totale).
Adam's Smith, e David ricardie, sono i maggiori teorici del sistema economico liberista.
L'economia di mercato si mantiene in equilibrio attraverso l'auto-regolarsi tra la domanda e oterta,.
Per Max Invece le teorie economiche sono infondate, a causa dell' inevitabile crisi di mercato,
prodotta dalla saturazione dei mercati nazionali ed internazionali.

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